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02/09/2014
“FabbricAzioni” - La manifattura in un click", un concorso indetto dalla rivista Sinergie.

 

Gli associati

Imprese che affondano la loro radici storiche nel Medioevo e nel Rinascimento, altre costituite nell'800 o agli inizi del secolo scorso. Tutte accomunate da un glorioso passato ultracentenario. Tutte accomunate dal 'fare impresa' a livello di eccellenza, sia in Italia che all'estero.

 

Associati | Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli

FONDERIA ARTISTICA FERDINANDO MARINELLI
Barberino Valdelsa, Via G. Boccaccio 11a


www.fonderiamarinelli.it

C’è un enorme bronzo - forse una porta monumentale, forse l’ennesimo, bellissimo cavallo - che esce dai cancelli della fonderia di via Corridoni a Firenze, pronto per essere consegnato a chissà quali lontani committenti d’Europa o d’America.
Siamo nella Firenze curiosa di speciali attenzioni della seconda metà del Novecento, quartiere di Rifredi. La gente scende in strada e si raccoglie di fronte alla Fonderia Ferdinando Marinelli, per assistere al rituale: un’altra opera d’arte è stata completata, saluta trionfante lo stabilimento, ed appare così imponente nella sue dimensioni che la Società del Tramvai è costretta a smontare i fili elettrici per permettere al camion di trasporto di operare le manovre. Destinazione, il porto di Livorno.
Tra la folla c’è anche il giovane Ferdinando Marinelli jr, allora studente di medicina, che in sorte porta lo stesso nome di battesimo del nonno, fondatore agli inizi del secolo scorso, esattamente nel 1905, della omonima Fonderia Artistica. L’episodio, romantico nel suo popolar- romanticismo, è ricordato in apertura del volume di Maria Maugeri che ripercorre la storia di questa storica impresa fiorentina, rimasta oggi l’unica al Mondo nel settore delle copie di grandi classici.
E’ la storia di una famiglia che da tre generazioni si dedica con sapienza artigianale e passione alla realizzazione di fusioni in bronzo, utilizzando ancora la tecnica ‘a cera persa’ e quei procedimenti di rifinitura già propri degli scultori fiorentini del Rinascimento.
L’attività fu avviata da nonno Ferdinando Marinelli, che adolescente lasciò Piegaro, piccolo centro nei pressi di Perugia, per approdare in riva all’Arno in cerca di lavoro. Qui si ‘fece le ossa’, frequentando le fonderie di Cusmano Vignali e la Gabellini di via del Romito, acquisendo conoscenze tecniche e artigianali fondamentali, quindi aprendo la sua prima bottega in via de’ Giudei, dove si specializzò nella tecnica “a staffa” per la realizzazione di borchie, bassorilievi e medaglie. I tempi erano maturi per il ‘grande salto’: nel 1919 Ferdinando Marinelli rilevò la Fonderia Gabellini. Iniziava un’era di nuovo splendore per la tradizione fiorentina delle fonderie artistiche.
La Fonderia Marinelli spostò presto i suo campo d’interesse nel settore della fusione di grandi opere in bronzo, e fece parlare di sé in occasione dell’eccellente riproduzione in scala 1:10 della Porta del Paradiso del Ghiberti; nel frattempo instaurò un rapporto proficuo di collaborazione con i maggiori scultori toscani del Novecento (da Mario Moschi ad Antonio Maraini, da Antonio Berti a Giuseppe Graziosi, da Italo Griselli a Giulio Cipriani) e stranieri (lo statunitense Abbott Pattison) Il mercato straniero era pronto ad essere servito. L’occasione giunse nel 1929 quando alla Fonderia Marinelli fu commissionata La Carretta dei Pionieri di Montevideo, un gruppo scultoreo di 22 metri di base, pesanti 150 quintali.
Sono passate due generazioni – quella di nonno Ferdinando, quella di babbo Marino e di zio Aldo – a capo dell’impresa fiorentina c’è attualmente Ferdinando Marinelli jr, che opera con i suoi 10 dipendenti nella nuova sede di Chiano, al confine della provincia di Siena, in un’area artigianale decisamente più conforme agli standard di produzione moderna. Lo show-room è invece presso la Galleria Bazzanti di Lungarno Corsini, a Firenze.
Ma alla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli i metodi di lavorazione rimangono gli stessi di quelli del Rinascimento, lunghi e delicati, mentre le committenze diventano sempre più prestigiose. “Tutto è come ieri, con le colate, le forme in loto, le spennellature in rosso. Tranne che utilizziamo il forno a gas al posto delle fascine di legna, e il forno fusorio a metano invece a carbone. La cottura a 700° può durare 10-15 giorni, comprese le fasi di raffreddamento”, dice Ferdinando Marinelli jr, muovendosi con agilità felina tra le copie in gesso e i mastodontici macchinari.
I risultati, qui, si chiamano commissioni. Europa, U.S.A., Giappone, Sudamerica, Asia, Australia e Africa. La Porta Santa della Cattedrale di San Pietro in Vaticano, le Scale Monumentali dei Musei del Vaticano, i monumenti per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il recente restauro del Palazzo del Cremlino a Mosca.
E’ impressionante l’opera destinata al Mile High Stadium di Denver in Colorado: sette cavalli grandezza 1 ½ in originale, che rappresentano la “Galoppata di Brancos”. Marinelli junior sorride di fronte ai complimenti, guardando la parete, dov’è appesa la foto in bianco e nero della vecchia sede in Via Corridoni. E’ vero: per ammirare quei cavalli, la gente di Rifredi sarebbe scesa ancora in strada.